L’Arena di Verona

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L’Arena di Verona è uno dei monumenti più conosciuti di questa bellissima città veneta. Scopriamo di più su questa opera storica.

L’Arena di Verona rappresenta un anfiteatro romano, collocato proprio nel centro storico dell’urbe, precisamente in Piazza Bra, ed è il simbolo della architettura ludica romana. L’Arena di Verona, nel corso del tempo, ha avuto diversi restauri e mantiene ancora la bellezza dell’epoca romana. L’arena, inoltre, è il luogo nel quale si svolgono il Festival Lirico e meta in cui molti esponenti del panorama musicale decidono di fare concerti. La storia dell’Arena di Verona affonda le radici al primo secolo d.C. Secondo varie testimonianze, l’edificazione della struttura inizio nel primi decenni del I secolo, sotto il governo di Augusto. In un primo momento, l’Arena di Verona si trovava ai confini della città.

I Romani costruirono l’Arena di Verona per offrire ai Veronesi un posto in cui potevano godere di attività ludiche e spettacoli, tra i quali possiamo annoverare anche gli scontri tra i gladiatori. Teodorico, Re dei Goti, restaurò l’arena: la sua cavea fu utilizzata come cava di pietre di marmo per la costruzione di edifici e case, ancora oggi visibili. Facendo un salto sulla linea del tempo, vediamo che, a partire dal ‘600, l’Arena di Verona divenne sede di giostre e spettacoli come la caccia dei tori. Nell’800, la struttura iniziò ad ospitare opere liriche, tra le quali possiamo menzionare La Santa Alleanza, con le musiche di Gioacchino Rossini.

Dal punto di vista architettonico, l’Arena di Verona fa leva su un elemento base rappresentato da un’ellisse, che rappresentava, appunto, lo spazio in cui venivano svolti gli spettacoli. L’anfiteatro sorgeva su una lieve prominenza artificiale – oggi, invece, si erge su un livello stradale normale. I materiali utilizzati per costruire questo monumento sono omogenei tra loro, segno del fatto che ha subito pochi restauri, grazie alla solidità della struttura. La facciata esterna e i pilastri sono stati realizzati con pietra da taglio, nel particolare Rosso Ammonitico, una pietra calcarea molto diffusa a Verona. Le murature interne, invece, sono state create a secco, con parametro di opera mista di mattoni e ciottoli. Altre, invece, sono state realizzate a getto di materiale cementizio dentro casseforme di legno.

Per quanto riguarda la capienza dell’anfiteatro, al tempo della costruzione, si tenne conto della popolazione veronese, ma anche di quella delle città vicine, dato che gli spettacoli portavano in città anche persone che venivano dai paesi vicini. Attualmente, l’Arena di Verona è capace di contenere 15 mila persone, anche se, bisogna sottolineare il fatto che, oggigiorno, il palcoscenico occupa un terzo dei posti. Nel corso del tempo, si sono sviluppate e tramandate molte leggende sull’Arena di Verona e sulle relative origini.

Nel Medioevo, si diceva che un gentiluomo veronese, accusato di aver commesso un crimine molto grave, per il quale aveva avuto come condanna la pena di morte: per riuscire a salvarsi, promise ai capi della città che avrebbe costruito, in una notte sola, un enorme edificio, capace di contenere tutti gli abitanti di Verona e nel quale si sarebbero potuti svolgere tanti spettacoli. Per fare ciò, vendette l’anima al Diavolo e concluse il lavoro nelle ore tra l’Avemaria della sera e quella del mattino. La notte, tutti i diavoli dell’Inferno si riunirono a Verona per realizzare l’opera immensa che il gentiluomo aveva promesso ai capi della città. Durante quella notte, però, l’uomo si pentì della promessa fatta e pregò la Madonna per ottenere la grazia. Il sole sorse due ore prima e, così, i diavoli scomparirono, lasciano la costruzione ancora incompleta. Da qui, deriverebbe l’origine dell’Ala.

Secondo un’altra leggenda medioevale, un demonio avrebbe costruito l’Arena di Verona, proprio perché, una maestosa costruzione come l’anfiteatro, non sembrava opera di esseri umani.

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